Giovedì 1 settembre 2022. Un giorno da annotare. Perché? Forse c’entra qualcosa la missione per il ritorno sulla Luna? No, ma sempre di uno sbarco si parla. A 23 giorni dalle elezioni, le maggiori forze politiche del paese hanno aperto un profilo su TikTok. Questo momento mi permette di elaborare una breve riflessione sulla comunicazione politica sui social. Può essere TikTok il canale adatto per fare comunicazione politica? Come rimbalzano i video su altre piattaforme? Come le testate giornalistiche tradizionali riprendono l’argomento? Potremmo parlare di memificazione?

Le elezioni del 25 settembre sono alle porte e, improvvisamente, molti esponenti della politica italiana alla disperata caccia di voti per quella che si preannuncia la tornata elettorale con il maggior astensionismo della storia d’Italia, approdano su Tiktok. Ecco come i diversi leader hanno esordito.

Politici e Tiktok

Silvio Berlusconi, 85 anni suonati, noto da sempre per la sua attenzione verso le giovani, inizia a interessarsi in senso più ampio all’elettorato giovanile e si lancia con un primo video e bisogna rendere conto dell’impatto dell’iniziativa. In un giorno l’ex cavaliere ha accumulato più di 5 milioni di visualizzazioni, 28mila commenti, 100mila condivisioni, portando il profilo a raggiungere in meno di 24 ore i 300mila follower. A questi numeri bisogna aggiungere l’infinità di conversazioni, articoli, contenuti social e condivisioni su ogni altra piattaforma, da Twitter a Instagram. 

@silvio.berlusconi

Ciao ragazzi, eccomi qua. Vi do il benvenuto sul mio canale ufficiale #Tiktok per parlare dei temi che più stanno a cuore a Forza Italia e al sottoscritto e che vi riguardano da vicino: parleremo e discuteremo del vostro #futuro Vi racconterò di come vogliamo rendere l’#Italia un Paese che possa darvi nuove opportunità e la possibilità di realizzare i vostri sogni. Ci rivediamo presto su TikTok ! #silvioberlusconi #berlusconi #elezioni #forzaitalia🇮🇹💪❤️ #politica #giovani

♬ suono originale – Silvio Berlusconi

Uno dei prodotti più diffusi riguarda il paragone tra il cavaliere e un episodio specifico de “I Simpson”. Il Signor Burns, il vecchio magnate a capo della centrale nucleare della città, cerca di infiltrarsi a scuola adottando lo stile estetico e linguistico di un “giovane” con scarsi risultati. Parallelismo quanto mai azzeccato. L’esito fa accapponare la pelle anche agli osservatori meno severi e solo le urne potranno dire se questa ulteriore “discesa in campo” saprà conquistare i voti della GenZ. Il Cringe ha raggiunto vette inesplorate.

MEME

La politica ai tempi di TikTok include anche il terzo polo. Anche il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ci prova. Già avvezzo a forme di comunicazione meno istituzionale (come dimenticare il suo stile Fonzie ad Amici?) arriva su TikTok facendo leva sui suoi “cavalli da battaglia” quando si parla di giovani: i meme “First reaction Schock” e “Shish”. Da lui ormai ci attendiamo davvero solo il corsivio.

Il PD, attraverso Alessandro Zan, si presenta sulla piattaforma sottolineando il suo impegno nella lotta all’omotransfobia e ricordando come il centro destra abbia fatto affondare il decreto brindando e applaudendo in aula. Tema senz’altro caro alla generazione presente sul social. Risultato più che buono con un tone-of-voice che non vuole sorprendere, decisamente più low profile rispetto ad altri.

@partitodemocratico

Senza diritti non c’è democrazia. Il 25 settembre #Scegli #25settembrevotoPD

♬ suono originale – Partito Democratico

Bisogna infine anche tenere presente che altri personaggi quali Matteo Salvini, Giuseppe Conte e Giorgia Meloni possono vantare una presenza più lunga in questo spazio. Caso rilevante sono le varie dirette del leader del Carroccio, in cui risponde direttamente ai suoi utenti, ringraziandoli per le donazioni che si possono effettuare attraverso TikTok oppure approfittando di commenti negativi per rispondere con le modalità ben note a cui siamo ormai abituati.

La politica ai tempi di TikTok tra meme e finzione

In un paese in cui i Partiti tendono a trascurare il dialogo con i giovani (ricordiamo che gli elettori under 30 sono circa 10 milioni) i tentativi fino a qui osservati appaiono abbastanza ridicoli, quando non del tutto comici. 

Non a caso le prime dirette TikTok (e anche alcune campagne social) sono diventate il materiale di partenza per la creazione di diversi meme.

Il Meme è diventato il comun denominatore della comunicazione politica rivolta a questa fascia di età, volontariamente o non. Enrico Letta con il suo “Scegli” declinato in diverse salse (dai no vax alla carbonara col guanciale) e la Leader di Fratelli d’Italia con l’ormai storico remix del suo discorso “Sono Giorgia”, ballato nelle feste queer al pari di un brano Miss Keta.

Pasta politics: Italy's Letta goes viral with carbonara tweet

Così facendo, le comunicazioni social, che avrebbero il potenziale di favorire una maggiore trasparenza e vicinanza tra giovani elettori e politici, finiscono per costruire un muro, o meglio un vetro, tra queste due classi.

In tal senso l’ultimo numero di Krang, progetto editoriale di Marketing Arena che merita il nostro plauso, mi offre uno spunto di riflessione. Simone Sarasso, parlando di “limiti” introduce il concetto di vetrificazione che si sostituisce alla genuinità della trasparenza. Nella nostra società il mostrarsi a ogni costo diviene il nuovo limite, che lui stesso definisce endemico. Ne parla in tutt’altro contesto ma spero di non far torto alle intenzioni del docente del NABA, trovando un legame tra questa idea e quanto sta accadendo nell’improvvisata comunicazione digitale di molti politici: finta, distante dalla realtà, autoreferenziale. Di fronte a contenuti di questo tipo è ovvio che prevalga la diffidenza rispetto alla fiducia: un utente mediamente istruito tenderà più che riflettere sugli argomenti trattati, sul motivo per cui un politico gli sta parlando in quel modo.

A cena, parla di politica con Will_Ita 

Per fortuna la politica ai tempi di TikTok non è fatta solo dai carrieristi del potere. Voglio concludere con un esempio di tutt’altra matrice. In tutto questo “shitstorm politico”, la campagna informativa promossa da WillMedia è degna invece di una nota positiva. Con un seguito composto all’80% da Under35 questa agenzia stampa ha tutto da guadagnare fornendo al proprio pubblico contenuti in linea con i propri bisogni, nel modo più efficace possibile.

Attraverso i social propone storie e post per riflettere sulle varie proposte politiche attraverso un linguaggio che si adatta bene al target da coinvolgere. Scorrendo la pagina Instagram per esempio è possibile trovare infografiche precise e velocemente comprensibili, reel riguardanti le notizie più recenti e anche i tanto amati meme che la politica non sa spesso usare. In questo caso il contenuto non è fine a se stesso, non cerca solo di divertire: costituisce il primo contatto per andare ad approfondire l’argomento in questione.   

L’impegno della pagina svalica infine i confini digitali, promuovendo la propria campagna informativa anche con manifesti fisici sparsi per Roma e Milano in questi giorni: “La politica non piace a nessuno. No, non è con questa frase che farai un figurone a cena”. È chiaro quindi l’intento di Will di recuperare l’attenzione di chi si sente lontano dalla vita politica, promuovendo un’informazione chiara ed efficace. Che sia perché gli argomenti sono spesso oscuri o perché non ci si sente rappresentati, questa campagna invita ad interessarsi in modo genuino alla politica attraverso un approccio coinvolgente e accessibile. 

Un esempio di come, con la giusta creatività e con una certa onestà intellettuale, sia possibile utilizzare i social anche per dialogare e riflettere su argomenti complessi.

Politica, l’arte del possibile.