In questi mesi sto lavorando su InVita, un progetto che punta a creare a Reggio Emilia la prima Compassionate Community in Italia.
Non c’è vita che non attraversi momenti in cui abbiamo bisogno degli altri e questo è ancora più vero quando ci ammaliamo o siamo chiamati ad assistere una persona amica o un famigliare, quando viviamo la morte di chi amiamo o diventiamo fragili perché indeboliti.
Nella nostra società il lutto e la malattia sembrano dei tabù. Viviamo come fossimo immortali che si trovano ad affrontare un errore del sistema, un brutto scherzo, un incidente di percorso, un impiccio nei nostri progetti. La morte è invece centrale all’esistenza. Rifuggiamo da questa idea, e questo può avere un senso, ma negarla ci conduce a una visione distorta, a un distacco dal reale e a una certa solitudine.

La morte è stata ridotta a un puro fatto clinico, la malattia a un problema sanitario e come tale sono affrontate, escludendone la dimensione sociale, psicologica e spirituale. E invece si tratta di aspetti dell’esperienza umana che meritano di essere accolti nella loro complessità e ricchezza, nel loro essere opportunità per tutti noi.
InVita vorrei…
Da questi bisogni concreti, InVita desidera creare una Compassionate Community, una rete di persone, enti e realtà locali che si attivano insieme per prendersi cura, con competenza e gentilezza di persone malate, famiglie e caregiver.
Si tratta di un progetto complesso, che richiede attenzione alle parole, alle persone, ai tempi. Ci vuole rispetto per le sensibilità di ognuno, precisione e al contempo determinazione per evitare di cadere nell’immobilismo dettato dal voler essere perfetti. E ci vuole un momento in cui InVita possa fiorire.
I prossimi 10, 11 e 12 ottobre InVita si presenterà al pubblico: il primo giorno a operatori, stakeholder e professionisti, il secondo a tutte e tutti i cittadini, mentre il 12 sarà possibile assistere alla replica di “Una specie di preghiera”, spettacolo, creato appositamente da Mamimò per il progetto InVita, che nasce dalla rielaborazione di esperienze personali che divengono così patrimonio collettivo per parlare di vita, morte, fragilità, cura attraverso il teatro.

Perché vi invitiamo l’11 ottobre
Il giorno dedicato alla cittadinanza è pensato per essere accogliente, chiaro e pratico. A volte non sappiamo come possiamo renderci utili agli altri ma possiamo farlo in tanto modi e spesso in modo più semplice di ciò che pensiamo. Troveremo risposte semplici e concrete: come riconoscere i segnali di chi ha bisogno, come orientarsi tra servizi e associazioni, come prendersi cura senza sentirsi soli, come coltivare presenza e gentilezza nella vita di tutti i giorni. Non servono titoli o competenze specialistiche: serve disponibilità umana, un cuore, un riconoscersi come parte di un’umanità che condivide lo stesso destino.
Un progetto collaborativo
Guidato da CSV Emilia, finanziato inizialmente dalla Fondazione Manodori e attualmente da UBI – Unione Buddhista Italiana, InVita interessa alcuni comuni della provincia di Reggio Emilia (Albinea, Scandiano, Quattro Castella e Castellarano) con un impatto su oltre 63.000 abitanti.
Riunisce realtà del territorio che si occupano della cura e dell’assistenza a persone con patologie inguaribili tra cui, a oggi, AIMA Associazione Italiana Malattia di Alzheimer Reggio Emilia, AVD Reggio Emilia, Emmaus, FeDiSa, Hospice Casa Madonna dell’Uliveto, Centro Teatrale MaMiMò, AUSL Reggio Emilia (CORE IRCCS) – Centro Oncoematologico IRCCS, Unione Colline Matildiche, Unione Tresinaro Secchia. E questo è solo l’inizio di una reta più ampia che si sta formando.
Un inciso: cosa c’entra con il mio percorso in Contemplative Studies
Chi mi conosce sa che porto avanti un percorso di ricerca e formazione nell’ambito delle Contemplative Studies all’Università di Padova (che si concluderà il prossimo 27 settembre) in cui, con a straordinarie compagne e meravigliosi compagni di viaggio, studiamo e pratichiamo programmi mindfulness based (MBSR, CEB, CCT), meditazioni di varie tradizioni, studiamo le implicazioni psicologiche etiche e sociali delle pratiche contemplative, i correlati neurofisiologicie e come adattare questi strumenti per integrare attenzione, cura e consapevolezza nella vita quotidiana, nelle organizzazioni e nei contesti educativi.
Il progetto InVita è dunque il ponte naturale tra studio e vita, l’occasione per tradurre pratiche e metodi in azioni concrete, è il modo per far dialogare evidenze scientifiche e saperi di comunità, un invito a costruire comunità più presenti, in cui la compassione e la cura non siano accessorie rispetto al vivere comune ma una forma integrata di questo.
Tornando all’evento: cosa troveremo
Racconti e visioni: capiremo cos’è una Compassionate Community, come funziona InVita, quali azioni sono già in campo e come partecipare;
Indicazioni pratiche: contatti, percorsi, opportunità di volontariato e di formazione per cittadini, scuole, associazioni e professionisti. Non mancheranno informazioni per tutelarsi e autodeterminarsi in ogni fase dell’esistenza, fino alla fine.
Il teatro di MaMiMò che con il suo spettacolo darà forma e voce all’immaginario di una città che si prende cura.
Perché partecipare (anche se pensi “non mi riguarda”)
Forse oggi stiamo bene, lavoriamo, corriamo da una parte all’altra ma prima o poi verrà il momento in cui dovremo rallentare o fermarci per assistere chi amiamo, perché ci ammaliamo o saremo costretti ad affrontare la morte. È la vita, con i suoi cicli e questo riguarda tutti noi. Partecipare a “InVita vorrei” sarà l’occasione per riscoprirci come comunità umana che assiste, che si prende cura, che rafforza legami e che non si volta dall’altra parte.
Vieni con chi vuoi. Porta chi vuoi.
Porta un’amica, un vicino, un collega. Vieni con chi senti di voler coinvolgere: un insegnante, un operatore, un compagno di classe, un nonno. InVita nasce per essere di tutti, e una comunità esiste solo se ci sono le persone in carne e ossa, con i loro tempi, i loro limiti, le loro meravigliose possibilità.
Quando: 10–11-12 ottobre
Dove: Reggio Emilia
Info e prenotazioni:
https://www.csvemilia.it/invita-percorsi-e-azioni-per-la-creazione-di-caring-communities/invitavorrei/