In un periodo in cui le intelligenze artificiali stanno rivoluzionando il modo stesso di ricercare in rete questo articolo potrebbe apparire quanto meno fuori moda. Eppure ritengo importante porci domande da un punto di vista etico: perché non basta cercare, bisogna anche scegliere consapevolmente, a partire dal browser che scegliamo di utilizzare, scelta tutt’altro che banale.
Google è indubbiamente efficiente ma quanto costa davvero questa comodità in termini etici, ambientali e di libertà personale? In questo articolo esploro alcune alternative a Google Search, riflettendo su come una scelta apparentemente tecnica possa invece rappresentare una dichiarazione di valori. E vi dirò cosa ho scelto.
Perché serve un’alternativa?
Google Search è potente, veloce, preciso. Ma ha un prezzo. Ogni ricerca è tracciata, profilata, immagazzinata per essere usata — anche anni dopo — per costruire un profilo dettagliatissimo dell’utente. Non si tratta solo di pubblicità neutra ma di modulare le informazioni che riceviamo. Google, conoscendoci così bene, tende a mostrarci solo ciò che già ci interessa, rafforzando convinzioni pregresse e chiudendoci dentro bolle informative (filter bubble).
È una forma di manipolazione insidiosa: vediamo solo ciò che il motore ritiene “giusto” per noi e ciò non fa che radicalizzare le nostre convinzioni, ci appaga ma al contempo ci tradisce.

La falsa sicurezza della modalità in incognito
Molti si affidano alla navigazione in incognito per sfuggire al tracciamento. Ma questa modalità non fa che nascondere la cronologia a livello locale: Google e il provider sanno comunque cosa stiamo facendo. L’unico vero modo per navigare in modo sicuro è usare browser e strumenti dedicati, come Firefox con le giuste estensioni, oppure browser orientati alla privacy come Brave o Lilo.
Comodità o libertà?
È indubbio che Google abbia semplificato la nostra vita. I suoi strumenti integrati, la pertinenza dei risultati, la velocità. Ma a quale costo? Siamo disposti a regalare la nostra intimità digitale solo per qualche secondo in meno di attesa?
Quando qualcosa costa poco spesso lo paghiamo a caro prezzo. Non siamo stanchi di annunci invasivi? Di parlare di un argomento e ritrovarci con un banner o un post che risponde alle nostre domande tentando di venderci l’ennesima soluzione ai nostri problemi? Non ci sentiamo violentati rispetto alle nostre idee?
Dobbiamo rimettere in questione oil nostro modo di cercare informazioni (e di fornirle volontariamente o meno) perché la vera sfida oggi non è solo trovare le informazioni giuste, ma scegliere un modo giusto di cercarle.
Etica digitale: non è solo questione di tecnologia
Un motore di ricerca non è mai neutrale e ogni algoritmo è frutto di scelte, spesso poco trasparenti. Scegliere un motore alternativo a Google significa chiedersi: voglio continuare ad alimentare un monopolio che vive della mia profilazione o voglio sostenere progetti alternativi, open source, ecologici o decentralizzati?Non esiste un motore perfetto, ma esistono scelte più coerenti con valori come libertà, ecologia, equità e trasparenza.
Le alternative a Google Search
La prima cosa da capire è che possiamo fare a meno di Google, magari gradualmente ma possiamo farcela! Spulciando in rete ho trovato queste informazioni, che spero corrette, che condivido.
DuckDuckGo
Il primo, e più celebre, browser che pone al centro il tema della privacy è senz’altro DuckDuckGo che promette di non tracciare e profilare e e che utilizza principalmente Bing. Tuttavia la strada per l’Inferno è lastricata di buone intenzione, diceva mio padre, e la perfezione non è di questo mondo e, anche in questo caso, la dipendenza da grandi player mette in parte in dubbio che questo browser possa garantire davvero quanto afferma. Su Wikipedia ci sono alcune informazioni in più in merito.

Ecosia
Ecosia è il browser ideale per chi ama la natura. Utilizza Bing ma destina gran parte dei ricavi a progetti di riforestazione e, a oggi, vanta di aver piantato 100 milioni di alberi. Traccia in forma anonima per una settimana poi cancella i dati.
Search for Planet
Un browser che non ho mai provato è proprio Search for Planet che, oltre a essere Open Source, sceglie casualmente un motore etico a ogni ricerca e garantisce di non profilare in nessun modo.
Startpage
Startpage mostra i risultati di Google ma senza tracciamento e cookies. Anche in questo caso qualche perplessità dopo l’acquisizione da parte di un gruppo legato al marketing. A oggi rappresenta comunque un buon compromesso per chi non vuole rinunciare alla qualità dei risultati Google, ma pretende rispetto per la privacy.
Brave Search
Non si appoggia ad altri perché il motore è costruito da zero da Brave, il che lo rende indipendente da Google, Bing, Yandex e altri. Ha anche una versione Premium a pagamento senza pubblicità. Rappresenta senz’altro un’alternativa concreta al monopolio, con trasparenza e impegno tecnologico reale.

Lilo
Per il momento io ho scelto proprio Lilo perché ogni ricerca finanzia progetti sociali. Basato su Bing, non traccia gli utenti e il 50% dei ricavi a progetti ambientali e sociali, anche italiani. È anche possibile scegliere a quali progetti destinare più “gocce”. Semplice ed efficace non è dotato al momento di strumenti di AI e può essere ideale per chi vuole fare del bene con piccoli gesti quotidiani.
La scelta etica è un atto quotidiano
Scegliere un motore di ricerca alternativo è come decidere dove fare la spesa. Ogni ricerca è un voto, un atto politico che per quanto piccolo può rappresentare un gesto consapevole, specie in questo momento storico in cui è sempre più fondamentale ribellarci alla tirannia mediatica.
In una società anestetizzata dove tutto sembra guidato da algoritmi opachi, scegliere consapevolmente è un atto di resistenza.
Scegliere un motore di ricerca alternativo a Google non è una scelta politica, ambientale e culturale che ha un impatto enorme. Non esiste la soluzione perfetta, ma esistono altre vie. in un mondo dove la velocità spesso sacrifica l’etica, rallentare un attimo per fare la cosa giusta è già una grande rivoluzione.
PS: buona parte delle informazioni che ho riportato le trovate in questo articolo che consiglio e che tra l’altro propone alcuni “giochi” che ci aiutano a comprendere come funzionano gli algoritmi e come vengono utilizzati i nostri dati tra cui clickclickclick.click, un sito interattivo che mostra in tempo reale quanto viene rilevato su di noi mentre navighiamo.