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Fuorisalone 2022: ritornare a casa

fuorisalone 2022

Milano Design Week ha visto un’edizione 2022 davvero speciale. Nonostante i timori e la congiuntura internazionale che ha visto l’esclusione dal Salone del Mobile e dal Fuorisalone di aziende e visitatori di alcune aree del mondo, si può a tutti gli effetti parlare di un evento dei record con una partecipazione enorme e non poche novità.

Erano passati due anni dalla mia ultima Design Week. Nel 2020 sappiamo tutti com’è andata, mentre nel 2021 pur con un tentativo di ripartenza, le restrizioni erano ancora troppo dure per proporre un’esperienza completa e sensorialmente coinvolgente. Per questo il progetto Alkemia di Digital Detox Design è rimasto in sospeso (ma non per questo senza evoluzioni di cui spero presto di potervi parlare!).

Quest’anno ho vissuto un Fuorisalone da turista! Ho avuto l’occasione di fare visita ad amici e compagni di viaggio del mondo del design, impegnati nella presentazione dei risultati dei loro ultimi studi creativi, molti dei quali per l’iniziativa di FUORISERIE. Ho avuto il piacere di ritrovarmi con Gloria Gianatti e Alessandro Mattia di Sapiens Design, Andrea Fabiana Tosi negli spazi di Cement Design, con la stylist Laura Arduin, ritrovare  Fernando Correa Granados e vivere l’esperienza di WAW (che ho visto agli arbori), incrociare storie e talenti, oltre ovviamente fare nuove conoscenze.

Fuorisalone 2022: ritornare a casa Laura Arduin
Con la stylist Laura Arduin

Raccontare in breve cosa si è visto, sentito, provato a un evento delle dimensioni del Fuorisalone è praticamente impossibile per chi ama il design. Mille sono gli stimoli e i pensieri che le installazioni riescono ad accendere. Ecco una breve e incompleta selezione di ciò che più mi ha colpito. Ecco cosa mi ha fatto pensare “Sono tornato a casa”.

ALCOVA

Partiamo con l’evento che è riuscito maggiormente a catturarmi e accompagnarmi in un percorso esperienziale unico: Alcova. Questo luogo sospeso tra passato e futuro, in cui la vegetazione naturale si riappropria dei propri spazi ta palazzo abbandonati e strade costellate di buche, ha ripreso esistenza ospitando i suoi design tra le mura del Centro Ospedaliero Militare di Baggio. La struttura militare ha conosciuto una nuova vita attraverso un evento che ha esplorato le intersezioni tra i diversi settori del design. Contando su designer affermati e nuovi talenti è stato possibile intraprendere un percorso tra tecnologia, materia, produzione sostenibile e pratiche sociali alternative. 

E/SPACE

Non posso che iniziare citando il lavoro dei Imma Matera e Tommaso Lucarini di TIPstudio in collaborazione con Studio F al primo piano della nuova ala E/SPACE del complesso. Ho potuto conoscere personalmente questi due designer grazie a Gloria e Alessandro di Sapiens Design, entrando così più a fondo nelle loro riflessioni. La loro collezione “Disrupted Stability” si pone come una concretizzazione dei pensieri sul rapporto in continuo deterioramento tra uomo e natura. Questa relazione viene a prendere forma attraverso il legno, materiale naturale per eccellenza, e le sue lacerazioni e bruciature, frutto della violenza umana. Incorniciati da un ambiente che ricalca gli scenari post-apocalittici, accendono una riflessione sull’azione umana sullo spazio e il tempo degli oggetti. Il legno di frassino, ricavato da alberi di recuperati caduti per cause naturali, si alterna tra la sua solidità e fragilità causata da superfici corrose, strappate e bruciate.

Fuorisalone 2022: ritornare a casa TIPstudio
TIP studio e Sapiens Design

Nella stessa location il mio sguardo è stato catturato dalle forme semplici e profonde di “Teno: Sound in a New Light“, di Lumio. L’azienda produce oggetti capaci di far dialogare ultime tecnologie e con la tradizione dell’artigianato. Con Teno, un altoparlante e luce invisibile, hanno voluto stimolare più sensi possibili: tatto, vista, udito, incanalando il tutto in una scultura “rotta”. Infatti questo oggetto, realizzato dal designer Max Gunawan si ispira all’arte giapponese del kintsugi, riparando oggetti attraverso l’utilizzo dell’oro. Questo conferisce all’oggetto un valore aggiunto, nato a partire dall’imperfezione e la cicatrice. 

Teno by Lumio

Continuando con il progetto di Elisa Uberti, “Poetic Jungle”, si entra in un microcosmo particolare, lontano dalla standardizzazione con molteplici ispirazioni minerali e organiche. Il suo lavoro è una ricerca di volumi e forme emozionali.Giunta al design dei prodotti tramite l’amore per oggetti raffinati e senza tempo è chiara la sua sensibilità per la bellezza della ceramica e dell’artigianato. Propone così un equilibrio tra vincoli tecnici e libertà e spontaneità del gesto. 

Arrivando all’attico di questa nuova area infine si è potuto assistere a un attenzione particolare per i materiali tessili, un’ area dall’atmosfera intima dove musica, colori, texture e profumi interagivano regalando un’esperienza unica capace di ricordarmi molto il mood della stanza Nigredo del progetto Alkemia realizzato presso Adiacenze a Bologna Design Week 2019.

Fuorisalone 2022: ritornare a casa
Attico area E/SPACE

Ethical Fashion Initiative ha proposto “The Kârvân Journey” presentando nuovi talenti dell’Asia centrale sotto il patrocinio di due acclamati designer Cheick Diallo e Sam Baron. Questi designer hanno esposto accanto a un gruppo di artigiani i cui antenati commerciavano lungo la grande Via della Seta. Ikat uzbeki meticolosamente lavorati e ricami tagiki delicatamente realizzati dimostrano la ricca cultura della produzione tessile della regione.

Casa delle suore

Raggiungendo invece la Casa delle Suore si incontra il progetto “Unique Client”, affidato agli studenti dello Studio di Design della Moda e della Calzatura dell’UMPRUM, l’Accademia di Arti, Architettura e Design di Praga. Gli studenti hanno lavorato al progetto sotto la guida della costumista Simona Rybáková e dell’assistente dello studio Vojtěch Novotný. Dato che la moda pret-a-porter è conforme alle proporzioni fisiche “standard”,  i giovani stilisti hanno avuto il compito di assistere altri clienti con caratteristiche “non prêt-à-porter”, esigenze specifiche, desideri e aspirazioni. Le proporzioni e le qualità uniche del fisico di alcuni di questi clienti erano dovute a predisposizioni congenite, malattie gravi o lesioni. In termini di umanità, tuttavia, l'”atipicità” delle loro preferenze di abbigliamento deriva anche dal loro individualismo, dalla loro identità e dal loro stile di vita.

Fuorisalone 2022: ritornare a casa Unique client
Unique Client by UPRUM

Spostandosi al primo piano della struttura si poteva trovare il lavoro di Maximilian Marchesani: “Unproduced”. Un viaggio intimo e personale nelle paure e riflessioni del designer riguardo la salute ambientale e il suo rapporto con l’artificialità dello spazio creato dall’essere umano. Attraverso tre progetti Giovani e Stupidi, Famiglia e Matrice prendono forma l’aggiornamento dell’elemento naturale capace di evolvere in caratteristiche e funzioni in relazione con le creazioni umane. ‘Unproduced’ sogna un punto di equilibrio che cerca di tenere insieme il mondo naturale, irrimediabilmente contaminato, e il mondo artificiale, al quale non possiamo ormai pensare di rinunciare. 

Fuorisalone 2022: ritornare a casa Maximilian Marchesini
Unproduced by Maximilian Marchesani

Beni Rugs infine ha presentato “Spoken Lines”, una collaborazione con Colin King. La collezione ha esplora la tradizione della produzione di tappeti marocchini e il modo in cui si evolve insieme alle influenze del design contemporaneo. 10 tappeti che si sono allontanati dall’estetica tradizionale marocchina, continuando a esplorare i modi in cui questo mestiere antico può incontrarsi con il design globale e innescare una conversazione culturale.

BASE 

BASE polo creativo nel cuore di Tortona, ha proposta la seconda edizione di “We Will Design”. Un laboratorio sperimentale con designer da tutto il mondo per immaginare nuovi strumenti, pratiche ed esperienze come risposta alle tante contraddizioni del presente. Economia circolare, biodiversità, processi di co-progettazione, nuovi approcci all’apprendimento e dispositivi individuali sono stati i macroprogetti trattati.

In questo contesto sono state due le proposte capaci di sorpendermi. La prima “The Lighthouse” è un progetto che nasce da una domanda. “E se potessimo usare la luce dei rifiuti pubblici per coltivare cibo?”. Si compone di un bioreattore camuffato da arredo urbano che sfrutta i cianobatteri (primi microbi fotosintetici della Terra) invertendone il ciclo giorno/notte, per creare una luce flebile meno dannosa per gli animali notturni. 4F.STUDIO considera i microbi, il cibo e le comunità locali come temi centrali per guidare la propria pratica per rispondere a problemi sociali noti per creare comunità sostenibili e forme di produzione responsabili.

La seconda invece è stata Francesca Tambussi con il suo “Hyperburgers”, un supermercato innovativo interamente gestito dai consumatori. Propone uno sviluppo solidale di distribuzione del cibo alternativo alla GDO. Esempio di design sociale alla ricerca di modelli di commercio alternativi.

Fuorisalone 2022: ritornare a casa  Francesca Tambussi
Hyperburgers by Francesca Tambussi

Sanctus di Lasvit via Voghera

In occasione del Fuorisalone 2022, Lasvit ha presentato Sanctums, a cura di Maxim Velčovský, Art Director di Lasvit.Lasvit ha reso omaggio a pezzi iconici del brand come Herbarium, Midsummer, Chiper o Globe Metro e nuove collezioni di vetreria e illuminazione, realizzate in collaborazione con i migliori designer del mondo tra cui A:Live, un’installazione cinetica modulare in vetro, ideata da Stefan Mihailović, membro del team di progettazione Lasvit. A:Live, attraverso una serie di semplici movimenti, è in grado di creare composizioni di luce maestose e complesse, perfette per arredare gli spazi in modo del tutto scenografico.

Fuorisalone 2022: ritornare a casa Lasvit
Sanctus by Lasvit

Statale

Passando alla Statale di Milano sono stato colpito da Elementa, l’installazione degli amici di Ovre.Design per Cerasarda. Un chiaro rimando al rapporto tra essere umano e elementi naturali. Nel Sottoportico del Cortile d’Onore quattro strutture dai colori differenti poste l’une accanto alle altre, ognuna contenente opere in ceramica decorate con simboli di fuoco, acqua, terra e aria. L’analisi dello studio sul tema della rigenerazione si è focalizza sul rapporto con gli elementi naturali, nella consapevolezza che solo la comprensione di questi possa portare l’essere umano a rispettarli. Ciò si è tradotto in quattro ambienti fisici e i corrispondenti manufatti.

Fuorisalone 2022: ritornare a casa Ovre.Design
Elementa by Ovre.Design

Mentre all’interno del cortile ha preso vita Supercalifragilisticexpialidocious. L’installazione-esperienza a cura di Isay Weinfeld (in partnership con Portobello, Casone Group e Mapei)  trae la sua forza da una narrazione intima e personale per generare connessioni creative. Il designer racconta di sé, delle cose che gli piacciono nella vita e della sua visione del mondo. L’installazione ha l’aspetto di un’essenziale scatola in legno intonacata di nero e all’interno racchiude un mondo denso di suggestioni e richiami ad arti visive, cinema, musica, danza, teatro, letteratura e architettura, riannodando i fili di una personale narrazione. Una selezione che mi ha fortemente emozionato grazie a riferimenti comuni da Jaques Tati a “Pina” di Wim Wenders passando da John Cage e attraversando le meraviglie del cinema, dell’arte e della musica che rendono le nostre vite così ricche di simboli e orizzonti di significazione.

Supercalifragilisticexpialidocious by Isay Weinfeld

SUPERSTUDIO

SUPERDESIGN SHOW ha presentato il progetto Looking Ahead. “Guardare Lontano” in tutti i sensi, questo il tema dell’anno che coinvolge i partecipanti e invita a scoprire le tendenze dell’abitare, le soluzioni sostenibili e i cambiamenti che economia circolare, human technology e nuovi scenari, porteranno nel futuro prossimo. 

Fuorisalone 2022: ritornare a casa Sapiens studio
Monet by Sapiens design

Qui ho potuto ritrovare i pluripremiati Sapiens design, che insieme a Pollini Home, hanno realizzato Monet, serie composta da una libreria e due tavolini che si distinguono per leggerezza ed organicità delle forme e anche Claudio Volta di Doodesign con Stele, collezione realizzata insieme all’ artista Niccolò Morgan Gandolfi. Per questa collezione il lavoro di Gandolfi si caratterizza per l’utilizzo di elementi naturali, come la l’argilla, per creare un ponte fra passato e presente. Una collezione che ricevuto notevole successo e attenzione sia dal pubblico che dagli addetti al settore.

Fuorisalone 2022: ritornare a casa Doodesign
Stele by Doodesign

Via Solferino

Avvicinandosi alla fine di questo percorso in via Solferino, negli stessi spazi dove qualche hanno fa prendeva vita la Living Experience, è andato in scena W_A_W collection. L’esperienza di Be Vibes si incentrava sull’interazione tra mondo botanico e musicale, in cui il corpo umano diventa chiave di volta chiudendo un circuito con il proprio tocco che dava vita a composizioni attraverso l’esperienza tattile delle piante in un ambiente totalmente illuminato dalle onde sempre diverse e policromatiche delle lampade create dall’architetto e designer, Fernando Correa Granados.

Fuorisalone 2022: ritornare a casa W_A_W Collection
Be Vibes by W_A_W Collection

Fuorisalone 2022

Questa è solo una minima parte della quantità di suggestioni che la settimana del Fuorisalone è riuscita a regalarmi. Lasciarsi ispirare, espandere le proprie visioni, ottenere spunti da cui partire, rappresentano la vera essenza di un evento capace di far comprendere come il progettare allarghi i propri confini ai modi di vivere il sociale, l’ambiente e la bellezza.  

Milano Design week 2022: l’evoluzione di un unico progetto

Milano Design week 2022: l’evoluzione di un unico progetto

Le storie, a volte, nascono in modo inatteso, si sviluppano in modi non prevedibili e creano sinergie inaspettate. A Milano Design Week 2022, CNA presenta FUORISERIE: un’esposizione a cui partecipano tanti amici designer e brand che hanno partecipato a Digital Detox Design e che invito caldamente a visitare.

Era il 2018, anno che ormai sembra distante decenni, quando alla stessa Design Week mi sono imbattuto in una lampada. In un’era piena di stimoli è diventato ormai esperienza non comune essere colpiti così intensamente da un oggetto, dalla sua forma, dalla sua materialità. In mezzo migliaia di meravigliosi prodotti, “Oplàmp” di Sapiens Design aveva fatto colpo su di me. Avrei voluto immediatamente conoscere i suoi designer Gloria Gianatti e Alessandro Mattia ma dovetti rinunciare in quel momento, prendere il numero di telefono e attendere. Non c’era molto da dire loro se non che li volevo con me alla prossima Bologna Design Week. 

Oplamp Sapiens design Alessio Conti blogMilano Design week 2022

Questa prima collaborazione si concretizza nel format di “Esprit du Vélo”, mio primo percorso espositivo a Bologna Design Week 2018, dedicato alla mobilità sostenibile insieme a Dynamo Velostazione. Ospitata nelle gallerie della Montagnola, in una città a misura di bicicletta, bella, pulita, fatta di incontri, arte e di condivisione, questa esperienza ha voluto aprire le porte per inondarla di luce, trasformando il movimento in energia.

Fu il primo passo di un progetto che si sarebbe sviluppato negli anni a venire. Una scintilla che si è evoluta grazie alla voglia di fare ed esprimersi attivamente. I legami si sono sempre più rafforzati in un mix tra crescita personale e professione, tra arte, design e digital marketing.

Siamo da lì approdati insieme nel 2019 al Fuorisalone – Milano Design Week con l’installazione Living Experience nel cuore di Brera, in Via Solferino. L’evento è stato concepito dal nascente progetto “Digital Detox Design” per depurarsi dal sovraccarico informativo, creando uno spazio dove respirare e permettere un’interazione semplice e naturale tra la materia e le persone. Il progetto rivede la partecipazione dello Studio Sapiens, a cui si aggiungono molte altre realtà come Chendù, Amaaro, Matteo Bandi, Doodesign, Aguzzoli Arredamenti, Laura Arduin, Cobe Architetti e molti altri.

living_experience digital detox designAlessio Conti blogMilano Design week 2022

Nel mezzo di tutto questo ci siamo ritrovati prima da Rebell a Reggio Emilia dove Sapiens Design e NestArt hanno vinto i due premi principali poi in Germania, a Essen per la cerimonia di premiazione del Red Dot Award che ha celebrato la lampada inserendola per un anno intero all’interno del Design Museum, patrimonio UNESCO

Nel frattempo il progetto di incontro tra benessere digitale e design ottiene un successo tale da generare un nuovo format, Alkemia, questa volta con la progettazione di Stefano Lodesani Studio, prima presso lo spazio Adiacenze a Bologna in occasione della Design Week di Bologna e poi a Praga alla Czech Design Week. In queste occasioni il progetto si tinge di sfumature magiche in un percorso tra arte, design, musica e profumi per entrare in contatto con l’essenza della materia. Un viaggio multisensoriale che ha raccolto ottimi riscontri.

Alkemia Alessio Conti BlogMilano Design week 2022

Quasi come nella struttura di un film classico, su questo percorso di continua crescita si intromette un ostacolo apparentemente insormontabile: una pandemia globale. L’esperienza dal vivo viene messa in pausa e come per le persone, anche per il design e un colpo non indifferente. Pensiamo solo come tutto questo percorso sia nato da un unico momento di stupore, con uno sguardo che cade su una lampada nel bel mezzo di un enorme fiera. Se non ci fosse stato nessun evento, probabilmente Esprit du Vélo, Living Experience, Digital Detox Design, relazione e idee non sarebbero mai nate. Eppure siamo andati avanti e abbiamo riconvertito con una serie di serate a tema il nostro concept.

Le relazioni e i progetti riescono comunque a non fermarsi e, nel 2021, Stefano Lodesani, Nestart e Pollini Home con Studio Sapiens riescono a presentare le loro novità di design a Superstudio Più sempre nello spirito che ha connotato gli eventi precedenti. Per il concetto intrinseco al progetto Alkemia di Digital Detox Design, non è stato possibile partecipare a causa delle comunque presenti restrizioni che non avrebbero permesso di vivere appieno un’esperienza che richiede il coinvolgimento totale dei sensi.

E ora è possibile vedere ripartire a pieno ritmo il percorso iniziato nel 2018, con la mostra evento FUORISERIE alla Milano Design Week dal 6 al 12 giugno, presentata da CNA con la direzione artistica di Sapiens Design e Stefano Lodesani Studio. Negli spazi di Superstudio Più, sette realtà artigiane, alcune delle quali già parte del progetto di Digital Detox Design, presenteranno al pubblico del Fuorisalone la loro idea di unicità attraverso pezzi di design, prodotti che guardano al futuro in modo sostenibile grazie al loro alto valore artistico e artigianale. 

Sarà un piacere nei prossimi giorni poter vedere dal vivo questa ultima creazione dei miei amici e compagni di viaggio tra cui Claudio Volta di Doodesign, un’azienda di interior con sede nel cuore di Bologna, che ha disegnato e realizzato prodotti bespoke potendo contare su un team di artigiani locali di altissimo livello. Un progetto in cui il design invade l’arte, e viceversa, per spazi di vita fuori dal comune.

Alessio Conti BlogMilano Design week 2022

Troviamo poi NestArt, una startup innovativa di Rolo, Reggio Emilia, fondata sull’economia del riciclo, in cui oggetti prendono forma dal recupero della materia modellata dall’acciaio di scarto industriale opportunamente trattato per renderlo sicuro ed eterno. Presenterà a FUORISERIE due progetti di Stefano Lodesani Studio e Silvio Bordoni: la poltrona FOOI e i tavolini CREO personalizzati dai tre artisti Ersilia Sarrecchia, Antonio Gregorio Maria Nuccio e Cetti Tumminia.

Alessio Conti BlogMilano Design week 2022

Pollini Home, azienda reggiana che poggia le sue basi sull’esperienza del gruppo Pollini, è dal 1992 nel settore del taglio e della composizione di materiale ceramico. I prodotti di Pollini Home, realizzati da tecnici altamente specializzati e macchinari all’avanguardia, nascono dalla convinzione che il gres porcellanato possa essere materiale per l’arredo e arredo stesso. In mostra, la serie disegnata da Sapiens Design, Monet, composta da una libreria e due tavolini che si distinguono per leggerezza ed organicità delle forme.

Alessio Conti blogMilano Design week 2022

Ci saranno poi nuovi i prodotti di Busatti, famiglia di tessitori che dal 1842 opera nelle cantine di palazzo Morgalanti ad Anghiari, in Toscana. che porterà le serie Yoga e Benessere.

La Cooperativa Ceramiche Noi, nata nel 2019 a Città di Castello (PG), è specializzata in Stoneware, un prodotto innovativo, per la prima volta interamente prodotto in Italia, che permette di sfruttare la potenza del Made in Italy unita alla durezza, alla resistenza e alla qualità del materiale grès. Di grande impatto la collezione in mostra KreTTO, un omaggio al maestro Alberto Burri, che si ispira all’opera del celebre artista italiano e in particolare all’imponente cretto nero da lui realizzato nel 1976 e oggi esposto nel giardino di sculture Franklin D. Murphy dell’Università di Los Angeles (UCLA). Accanto a questa, saranno presenti dei pezzi Unici realizzati in collaborazione con l’artista Luca Baldelli.

Dave Guccione Visual, artista a 360°, presenta a FUORISERIE W.HOW, nelle due serie MILANO M4, realizzata in plexiglass, e MILANO FUORISERIE, in metallo ossidato. Si tratta di pannelli decorativi composti da tessere magnetiche, sostituibili e riposizionabili. W.HOW vuole superare la visione dell’opera da guardare e non toccare, ma anzi in questo caso da modificare secondo la propria visione, personalizzandola e seguendo il proprio gusto. 

Dal know-how della famiglia Pasquetti, che opera nel settore della ceramica sin dagli anni Cinquanta del Novecento, nel 2011 nasce il marchio Project the Sign, che unisce sapienza artigianale e conoscenze chimiche e che, superando i limiti tecnologici, crea innovativi radiatori in ceramica altamente personalizzabili. A FUORISERIE presenteranno due termoarredi in ceramica Thermovit®: Domino, un progetto di Fabio e Marco Pasquetti, personalizzato dall’artista Roberto Domiziani, e Lux Horizontalis, sempre progettato da Fabio e Marco Pasquetti e personalizzato dall’artista Akelo-Andrea Cagnetti. In esposizione, anche i due lavabi Butler e Cushion, realizzati per Op! e progettati da Flavio Scalzo.

Sono davvero felice che anche quest’anno gli amici e i designer che si sono conosciuti negli scorsi eventi e hanno collaborato per Digital Detox Design, insieme a nuovi partner e a CNA, possano esporre le loro opere in un ambiente internazionale come Milano Design Week.

Un grosso in bocca al lupo!

Alkemia: il nuovo progetto Digital Detox Design

IN OCCASIONE DI BOLOGNA DESIGN WEEK 2019 DIGITAL DETOX DESIGN PRESENTA ALKEMIA, UN PERCORSO TRA ARTE, DESIGN, MUSICA E PROFUMI PER CONOSCERE L’ESSENZA DELLA MATERIA.

In occasione di Bologna Design Week 2019, Digital Detox Design presenta “Alkemia”. Dopo Living Experience, in via Solferino 11 a Milano durante la scorsa edizione del Fuorisalone, Digital Detox Design approda a Bologna con un progetto tutto nuovo che trae ispirazione dal mondo degli alchimisti.

Alkemia – Video Art

Nell’era dell’iperstoria le difficoltà di conciliare progresso tecnologico e valori etico-culturali con la dimensione umana, impattano con evidenza nel nostro quotidiano. Il tempo con il digitale si moltiplica e si frantuma, ragazzi iperconnessi vivono ormai dimensioni assimilabili a Hikikomori, i luoghi si virtualizzano, la nostra capacità di lettura, analisi e memorizzazione si scontra ogni giorno con un crescente stress da notifica. Anche la produzione di arredi e complementi, il modo stesso di vivere e abitare pare risentire di queste trasformazioni appiattendosi su logiche di mercato alla spasmodica ricerca dell’ennesimo dispositivo da collegare, aggiornare, ricaricare, consumare.

Attraverso la singolarità e la specificità dei manufatti dei diversi designer, Alkemia intende stimolare una riflessione più ampia sul senso della creatività. Sperimentando i diversi stati della materia della tradizione alchemica (albedo, rubedo e nigredo) il visitatore è inviato a un contatto profondo con gli oggetti esposti per conoscerne i segreti, i profumi, le vibrazioni, le narrazioni.

Ideato e curato da Alessio Conti, Alkemia è un percorso artistico in cui la materia si dissolve, si purifica e si ricompone. L’oggetto di design diviene così segno tangibile di una trasmutazione, di processi creativi che affondano le proprie origini nell’alchimia. Estrazione, fusione, bruciatura, saldatura sono forme di trasformazione utilizzate ancora oggi nella creazione di materiali come il grès porcellanato o l’acciaio. Una trasmutazione che riguarda soprattuto le idee che grazie all’ingegno divengono prodotti concepiti per soddisfare le esigenze pratiche ed estetiche contemporanee.

Alkemia è un progetto reso possibile grazie alla collaborazione tra mondo manifatturiero, designer e artisti.

Ascari Falegnami ha realizzato appositamente per questa installazione un portale in abete con invecchiamento naturale e dei divisori dal design geometrico in noce canaletto. Doodesign espone Lucciolight, un rivestimento murale che reinterpreta un tessuto di William Morris per condurci in un mondo dalle atmosfere magiche. Matteo Bandi porta da Londra Sidekicks, una serie di oggetti tecnologici votati alla depurazione e al benessere digitale. Matteo Giannerini presenta M.I.N.E., una linea di complementi d’arredo che sovverte l’utilizzo di forme precise, proponendo una riflessione sulla cultura e sul ruolo del design come strumento democratico di unione e apertura. La creatività di Pollini Home si manifesta con la realizzazione di un piano cucina realizzato su un banco di falegnameria e dei volumi in grès porcellanato. Vincitore del premio Rebell, il brand Nestart ha scelto Alkemia per il lancio ufficiale della nuova superficie pensata per il mondo del design e dell’architettura mettendo in mostra tavolini che attingono dalla tarsìa Rolese per riproporla con materiali evoluti ed eco-sostenibili e realizzando l’arcata di ingresso alla mostra.

Alessandro Mattia e Gloria Gianatti di Sapiens Design, vincitori del Red Dot Award 2019 nella categoria Product Design espongono, oltre all’iconica Oplàmp attualmente al Design Museum di Essen, Intrecci,innovativicomplementi d’arredo nati per valorizzare un tessuto della tradizione popolare e la sua tecnica di lavorazione a telaio. La preview di Czech Design Week vede protagonista il vaso di  František Jungvirt in cui il vetro diviene contenitore di processi di trasformazione fisica.

L’allestimento espositivo è a cura di Stefano Lodesani Studio, cheha già firmato prestigiosi progetti per mostre quali  “Confessionali” di Michael Kenna nel 2017 e la recente su Antonio Fontanesi presso i Musei Civici di Reggio Emilia. Per Alkemia ha sviluppato un percorso in cui gli stati alchemici si raccontano attraverso il colore, la luce e i profumi creando suggestioni simboliche e un’esperienza sensoriale unica che esalta il rapporto tra uomo e manufatto.

Daniele Zamboni, in collaborazione con Olfattiva, esalterà l’emozione evocata da ciascuna delle opere presentate con “Sette silenzi per violino solo”, suonata dal M° Pietro Fabris e profumi appositamente realizzati e associati ai diversi oggetti. All’interno si troverà un’opera di Visual art a cura di Lorenzo Fornaciari che permette al visitatore di interagire con particelle, fotoni e strutture archetipiche. Le fotografie di Francesca Catellani completano l’esperienza con Underskin, una ricerca che ha condotto l’autrice a sperimentare una dimensione di continuità tra coscienza di veglia e immagini oniriche a partire dallo studio del Libro Rosso di C. G. Jung. Infine, nella serata di Mercoledì 25 settembre, in occasione della Design Night, la materia diviene movimento e danza con la performance di Sabino Barbieri.

Dove

Lo spazio verrà allestito presso ADIACENZE in Vicolo Spirito Santo 1/B a Bologna.

Date e Orari

Esposizione

23-28 settembre 2019 dalle 14.00 alle 20.00

Inaugurazione e press preview

23 settembre 2019 dalle 18.00 alle 22.00

Design Night

25 settembre 2019 dalle 19.00 alle 24.00

Finissage

28 settembre 2019 dalle 18.00 alle 22.00

Un evento ideato e curato da Alessio Conti
Progettazione: Stefano Lodesani Studio
Logo e grafica: Matteo Bandi
Website: Sapiens Design Studio
Digital content editor: Chiara Ferrari

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Digital Detox Design Full Logo Black

Digital Detox Design è un progetto che invita a depurarsi dal sovraccarico informativo attraverso la creazione di spazi in cui respirare e poter interagire con la materia e le persone. L’idea è quella di elevare il design a un livello superiore, oltre la progettazione di complementi di arredo. Un design sensibile alla nostra esigenza più profonda: essere umani.L’uso costante dello smartphone sta infatti producendo effetti negativi sulla qualità delle nostre vite sia livello individuale che sociale: riduzione della concentrazione, stress da approvazione, diminuzione della memoria, depressione, perdita di capacità di analisi. Digital Detox Design intende portare l’attenzione sull’importanza di disconnetterci dai nostri smartphone per riconnetterci con altre dimensioni dell’esistenza e recuperare il senso del nostro agire e del nostro vivere riappropriandoci della bellezza e dell’intensità del momento presente.Ideato e curato da Alessio Conti, il progetto mira, attraverso il design, l’uso dei materiali, la scelta dei colori e della luce a collegare le persone attraverso una rete più ampia di qualsiasi altra, quella del respiro e del contatto.

Website:

www.digitaldetoxdesign.it

Instagram: digitaldetoxdesign
Facebook: digitaldetoxdesign

Contatti:

Alessio Conti > info@alessio-conti.it > +39 3471034602

Culture is Future

CULTURE IS FUTURE TEDX REGGIO EMILIA

TEDxReggioEmilia torna con un evento dedicato al sapere, al futuro della cultura, alla cultura del futuro. Sabato 6 Aprile 2019 – Teatro Cavallerizza

Ma c’è un capitale che una volta acquisito nessuno può portarci via: la cultura.Nella società complesse i capitali sembrano fluttuare in modi difficilmente comprensibili.

Mentre i beni materiali si esauriscono con il loro utilizzo, le idee non terminano con esso. Anzi proprio in tal modo si diffondono, si moltiplicano apportando ricchezza e creando valore. E potremmo aggiungere che così come la condivisione di un bene materiale implica un impoverimento da parte di chi se lo spartisce, la condivisione del sapere è anzi premessa di innovazione e benessere per tutti.  

Si tratta di un capitale speciale che porta a effetti permanenti. C’è chi diceva che ci sono due modi di fare rivoluzioni: con le armi o con i libri. Ma mentre nel primo caso si approda a un risultato provvisorio (il nemico in futuro potrebbe essere più armato di noi o distruggere i nostri armamenti) nel secondo non v’è possibilità di sconfitta: nessuno infatti può derubarci di ciò che conosciamo.

Eppure proprio nel momento in cui le tecnologie democratizzano l’accesso all’informazione nel giro di pochi anni si è passati da una visione utopica di avanzamento e progresso mondiale, a scenari quanto mai distopici, in cui non c’è spazio per l’approfondimento e la ricerca, in cui forze irrazionali e slogan paiono prendere il sopravvento e determinare scelte personali e politiche.

Culture is Future

La cultura, ciò che ci rende umani per definizione, pare essere accantonata. L’intellettuale è una figura ormai relegata al passato, derisa e osteggiata. Sommersi da una marea incessante di notifiche, la difficoltà a concentrarci nell’ascolto o nella lettura di un libro è quanto mai diffusa e con essa rischiamo di perdere la capacità di riflettere e di interrogarci con strumenti cognitivi appropriati.

In questo sovraccarico informativo occorre chiederci di nuovo cosa sia realmente fondante, cosa sia la cultura, che ruolo debba avere nella politica, la scienza, l’economia per capire il valore di questo capitale e cosa può offrire per evolverci e per uscire dalla crisi: culture prese a prestito, idee che producono profitti, libri come motori dell’economia.

Ben al di là di un’immagine utilitaristica dell’homo oeconomicus, è tempo per ripensare a noi stessi a un altro livello perché stiamo forse perdendo qualcosa, qualcosa che ha a che vedere con la nostra stessa sopravvivenza in quanto specie, con il nostro essere.

Ripartire dalla cultura significa dare impulso all’evoluzione umana e per farlo abbiamo deciso di partire da un luogo che tutti abbiamo frequentato: la biblioteca. Da questo spazio libero in cui tutti hanno gli stessi, vero e proprio laboratorio di democrazia reale e di conoscenza in cui apprendere e socializzare, prende le mosse il nostro viaggio verso la creazione di nuovo capitale culturale. 

Culture is Future si propone, grazie agli interventi si scrittori, ricercatori e liberi pensatori di ispirare una nuova consapevolezza dell’importanze della cultura nel percorso individuale e sociale di ognuno di noi.

Maggiori informazioni: www.tedxreggioemilia.com